mercoledì 25 febbraio 2026

giovedì 26 dicembre 2024

Giuseppe Prinzi realizza un'opera contro tutte le guerre: "Sacra famiglia Postatomica fra le macerie di Gaza".

 L'opera rimarra' esposta al pubblico dal 8 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025 a Santo Stefano di Camastra, nell'ambito della mostra patrocinata dalla regione siciliana e dal Comune di Santo Stefano: "Presepi sotto gli archi"

A cura dell'assessore alla cultura e spettacolo - Alessandro Amoroso










Paesaggio urbano di Gaza distrutto dai bombardamenti. Missili che attraversano minacciosamente il cielo figure umane che fuggono terrorizzate. Due madri stringono tra le braccia i loro bambini senza più vita.
Tecnica mista e "collage" su legno.




                   "Sacra famiglia postatomica 
                        fra le macerie di Gaza" 
                        Giuseppe Prinzi - 2024
      

L'opera creata da Giuseppe Prinzi, è una scultura stilizzata, in terracotta dipinta e incerata, che rappresenta  Gesu' appena nato, che si trova nel mezzo fra Il padre Giuseppe e la madre Maria ed è collocata al centro di un paesaggio urbano, devastato dai bombardamenti. L'installazione artistica "concettuale," vuole essere un monito, contro tutte le guerre e le ingiustizie che ci sono nel mondo. Inoltre, vuole veicolare un messaggio e un auspicio di "pace" e di cessazione di qualsiasi violenza verso le popolazioni inermi e innocenti.
 Picasso diceva: "la pittura non è fatta per decorare gli appartamenti. E' uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico".

Per Prinzi, l'arte ha il potere di provocare e favorire la formazione di idee nuove e può contribuire all'unione e alla fratellanza degli uomini, per combattere la nascita di qualsiasi violenza e ingiustizia.
Ed assume ancora più efficacia, quando esce fuori dai musei e dalle gallerie, per portare il proprio messaggio rivoluzionario, fra le strade, in mezzo alla gente, sui muri delle citta'. 
L'artista, tramite la sua capacita' di vedere "oltre", anticipa gli eventi, è  come un medium fra l'invisibile e il visibile, perchè non utilizza la parte razionale, ma la sua "anima", il suo intuito, accede direttamente all'incoscio.



 Giuseppe Prinzi nel suo studio - 2023  



Redazione: Artpostmodernist Dic. 2024
Tuti i diritti riservati

martedì 5 settembre 2023

Oltre le apparenze - Giuseppe Prinzi - Sikelia edizioni


          Time for Kisses - Pannello in maiolica
composto da 25 mattonelle maiolicate con smalto opaco da cm. 20 x 20 -   Opera unica

                         Cm. 100 x 100 - 2022

martedì 11 maggio 2021

Giuseppe Prinzi. Emergendo dal fango, coperte di colore, ci vengono incontro creature nuove. Riflessione sui suoi quarant'anni di creativita' artistica. Di Paolo Giansiracusa

 


Teste  e  volti,  maschere  e  visi,  facce  e  smorfie…ci  appaiono  in  una interminabile  galleria  di  ritratti.  Ritratti  dell’anima,  emersi  da profondità  imperscrutabili  dove  ogni  creatura  emerge  per  un  desiderio creativo  che  l’artista  esprime  con  passione. 



Giuseppe  Prinzi  scava nell’intimo  del  suo  essere  per  cercare  le  creature  che  abitano  negli  spazi della  sua  esistenza,  nelle  pieghe  dei  suoi  desideri.  Egli,  con  un  esercizio instancabile  portato  avanti  da  oltre  quarant’anni,  trova  nel  suo  abisso interiore  creature  surreali,  presenze  vive  che  emergono  da  un  mondo altro  rispetto  a  quello  della  quotidianità,  da  un  luogo  impenetrabile dove  ciò  che  sgorga  giunge  alla  nostra  visione  come  la  luce,  come l’onda  del  mare,  come  il  flusso  incontenibile  dell’aria  mossa  dal  vento. 



 Prinzi  è  un  grande  osservatore,  egli  guarda  con  attenzione  ogni creatura,  ne  coglie  le  particolarità,  l’espressione,  e  poi  la  conduce  nel luogo  delle  metamorfosi  dove  ogni  cosa  diventa  altro,  dove  ogni  volto assume  nuove  sembianze  e  si  carica  di  nuovi  valori. 



 L’Artista  stesso all’inizio  non  sa  come  si  svilupperà  il  suo  percorso  creativo;  egli  si affida  senza  remore  all’energia  che  governa  la  sua  intelligenza,  il  suo estro.



Non  si  pone  problemi  di  natura  rappresentativa  o  narrativa,  niente è  prefissato,  tutto  è  in  divenire.  Anche  i  colori  non  rispettano  le  fonti cromatiche  di  partenza.  Dov’era  il  blu  ora  c’è  l’arancio,  dov’era  il  rosso ora  c’è  il  verde.  Ciò  perché  la  fantasia  dell’essere  non  si  lascia  bloccare, condizionare,  da  ciò  che ha  visto, ma  si  abbandona, facendosi  spingere dalla  volontà  dell’anima. 



Le  tecniche  adottate  ci  dicono  tutto  del processo  costruttivo  delle  figure  e  dei  luoghi.  L’Artista  non  ha ripensamenti,  non  concepisce  e  non  accetta  le  rimasticature  di  colore, non  torna  mai  sullo  stesso  segno  inciso  o  sullo  stesso  piano  modellato.



Ogni  azione  creativa  è  per  sempre,  come  per  Picasso  e  per  i  cubisti  di cui  Giuseppe  Prinzi  è  acuto  osservatore.    D’altra  parte  l’esercizio creativo  della  ceramica,  ambito  artistico  che  Prinzi  pratica  con passione,  impone  l’immediatezza  esecutiva  e  non  ammette ripensamenti  di sorta.  



Mettere  e  togliere,  costruire  e  cancellare,  stendere  il  colore  e  poi accenderlo  di  luce…  tutto  avviene  nella  mente,  tutto  accade  in  un continuo  pensare  e  ripensare  dentro  l’essere.  La  mente  elabora  ogni cosa  prima  che la  materia diventi  sostanza manifesta  del  pensiero.    



Dopo  giorni,  a  volte  settimane,  dopo  il  tempo  della  maturazione interiore,  quando  sembra  che  tutto  riposi,  ecco  sorgere  le  presenze  tanto attese.  Ciò  che  è  stato  assorbito  nel  tempo  della  quotidianità  adesso nasce, con  energia  prorompente,  per  diventare espressione  universale.   


L’artista  diventa  strumento  del  magma  incontenibile  che  la  sua anima  partorisce.  Volti  imprevedibili  guardano  fuori  dallo  spazio iconico,  altri  si  guardano  tra  loro,  altri  ancora  guardano  il  loro costruttore,  il  maestro  del  segno  e  del  colore  che  dà  loro  sostanza,  che stabilisce  la  loro  consistenza,  che  dà  spazio  alla  loro  presenza  tra  gli uomini.   



Giuseppe  Prinzi  dipinge  e  modella  da  sempre  senza  subire condizionamenti  esterni,  senza  lasciarsi  soggezionare  dagli  ismi,  dalle tendenze.  Dipinge  e  scolpisce  per  un  proprio  sentire,  mettendo  in  atto un  linguaggio  personale,  uno  stile  tutto  proprio  che  può  essere inquadrato  come  la  sua  cifra  stilistica.  



La  materia  cromatica  è consistente,  ben  strutturata  come  fosse  argilla,  fango  da  cui  emerge  la vita.  I  suoi  colori  pastosi  generano  volti  dalla  solidità  scultorea,  sguardi che  sembrano scolpiti  nella  pietra,  nel  marmo.  Il  suo  è  un  fare  scultoreo, un  procedere  creativo  che  mette  insieme  colore  e  modellato. 



Tutto  nella sua  energia  creativa  si  impasta  e  poi  prende  volume  staccandosi  dal piano  come  per  assorbire  vita  ed  energia.  Nelle  sue  opere  si esprime  la stessa  forza  che accompagna  tutto  ciò  che emerge  dagli  abissi.  


Ciò  che proviene  dal  suo  ingegno  artistico  è  come  una  nascita  dalla  materia primordiale,  un  germoglio  plastico,  misurabile,  concreto.  Parimenti quando  scolpisce  o  modella  la  creta  pensa  già  alla  penetrazione  della luce,  all’invasione  vitale  del  colore.  



 La  mostra  in  atto  documenta  ciò  che  l’Artista  ha  creato  in  oltre quaranta  anni  di  attività  nel  campo  della  ceramica  e  della  scultura,  della pittura  e  del  disegno,  senza  mai  fermarsi.  Le  sue  opere,  tutte, appartengono  ad  un  unico  flusso  creativo,  mai  interrotto,  sempre  vivo e  determinato.



 Al  grido  lacerante  di  certe  presenze  si  alternano  sguardi compassionevoli,  al  gesto  incisivo  di  uomini  del  tempo  presente  si accompagnano  immagini  soavi  di  un’età  lontana.  E’  un  alternarsi  tra  il bene  e  il  male,  tra  il  presente  e  il  passato.  



Tutto  emerge  come  dal  fango della  creazione,  col  colore  ancestrale,  con  la  luce  che  annunzia l’arrivo di  creature  nuove.



         Paolo  Giansiracusa  –  Storico  dell’Arte 

domenica 25 ottobre 2020

Lettera aperta di Giuseppe Prinzi al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella


Sergio Mattarella Presidente della Repubblica italiana



 Egregio Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella , con questa mia lettera, desidero  portarLa a conoscenza , di una vicenda incresciosa e disdicevole , che mi e' successa e che si trascina ormai da piu' di cinque anni . 


Nel mese di agosto del 2015 , su richiesta del Sindaco del mio paese , Santo Stefano di Camastra , ho concesso in comodato d'uso una mia opera unica in ceramica refrattaria dipinta con volti artistici del mio stile personale, per essere messa in mostra all'Expo di Milano nello stand della Regione siciliana , a condizione che mi venisse restituita alla fine della manifestazione . 


Al termine dell'esposizione milanese,  dapprima verbalmente e in seguito due volte per iscritto , ho chiesto invano la restituzione della mia opera. 

Quindi stanco, deluso e umiliato dal persistente mutismo dell'amministrazione comunale , ho deciso di rivolgermi al mio legale di fiducia , che con una lettera del 4 Agosto 2018 , diffidava  l'ente alla restituzione dell'opera.


Questa volta il Sindaco con una lettera del 16 agosto risponde cosi': "Il manufatto in ceramica da lei messo a disposizione di questa amministrazione comunale, e' stato omaggiato dal personale comunale e regionale presente nello spazio espositivo , ad una autorita di valenza internazionale in visita all'area espositiva"     e mi invitava a comunicare il valore dell'oggetto e il Comune avrebbe provveduto al rimborso . 


Allora, dopo avere espresso il mio disappunto per il comportamento del Comune , comunicai, sempre tramite il mio legale , che il valore che avevo attribuito alla mia opera era di 3.000 euro. Ma a questa lettera il Comune non ha risposto e non ha risposto neppure all'invito di una stipulazione di negoziazione assistita per trovare una soluzione bonaria , evitando la controversia giudiziaria e le relative spese legali.

A questo punto sono stato costretto a citare in giudizio il Comune di Santo Stefano di Camastra davanti al Giudice di Pace di Mistretta. Il Comune nel documento di comparsa in giudizio, mi accusa di volere speculare a danno dell'amministrazione locale e poi si permette di stabilire il valore della mia opera, chiedendo al Giudice, che sia compreso tra i 200 e i 300 euro e che siano addebitate a me che ho subito il fatto illecito, anche le spese giudiziarie. 


Io credo caro Presidente , che il Comune non aveva il diritto di appropriarsi della mia opera , ne per omaggiarla , ne per altri motivi ,  senza chiedere il mio consenso esplicito. Quello del Comune e' stato un atto prepotente , autoritario , incivile e irrispettoso della mia dignita di artista e di uomo . 


Sono stato privato del diritto legittimo , di riavere un'opera , alla quale tenevo tanto e sulla quale avevo tanto sperimentato , sia artisticamente che tecnicamente e non avrei voluto neanche vendere e men che meno regalare, ma tenere in mostra nel reparto artgallery della mia esposizione di pezzi unici ed esporre in eventuali future mostre ed esposizioni di rilievo. 


Questo modo di agire del Comune nei miei confronti , e' cosi' incivile , cosi' insopportabile ed offensivo del senso comune di liberta e di democrazia, che a non denunciarlo mi vergognerei , ed evidenzia disinteresse,  disprezzo e indifferenza verso l'arte , gli artigiani e gli artisti in genere. Ed ancora, voglio rivendicare il diritto mio e di qualsiasi altro autore, artista o artigiano che sia, di decidere il valore di una propria opera, o se venderla, oppure no, senza dover dare spiegazioni o giustificazioni ad alcuno; perche questa , penso che sia una liberta' , un diritto costituzionale e individuale, che non puo' essere censurato, criticato o calpestato da nessuno.  Ma poi , io mi chiedo,  questi amministratori , non potevano dirmi subito la verita'? 


Perche' hanno aspettato tre anni per farlo e solo dopo aver ricevuto la diffida del mio avvocato? Forse perche' non volevano sborsare nessun risarcimento? Questa per me , non e' soltanto una questione economica, ma e' soprattutto una questione etica e morale e di violazione della dignita' . E' stata colpita anche la mia autostima . 


Ma quello che non mi sarei mai aspettato e che mi ha molto amareggiato ,  e' aver ricevuto intimidazioni e minacce di ritorsioni, in "dialetto siciliano" , da un  importante politico locale,  con l'obiettivo di farmi ritirare la citazione in giudizio. 

Purtroppo Presidente Le devo confidare, che questo comportamento indifferente e poco corretto, da parte di questi amministratori, non è un'eccezione. Un'altra mia opera in esposizione al museo civico delle ceramiche di palazzo Trabia, e' sparita da un po di tempo. 


Ho chiesto informazioni al direttore del museo, che mi ha detto che non l'ha più vista, che l'hanno cercata, ma non sono riusciti a trovarla. Allora ho scritto al Sindaco per due volte, tramite posta elettronica certificata, ma non ho ricevuto alcuna risposta. Le sembra giusto e civile Presidente? Rispondere non è un dovere per un pubblico ufficiale, oltre che una cortesia? A chi dovrei rivolgermi, per avere delle spiegazioni? Devo essere costretto, un'altra volta ad intraprendere,  un'altra azione legale?


Comprendo perfettamente,  caro Presidente Mattarella, che queste mie vicende spiacevoli, rispetto a tutto quello che  sta succedendo nel nostro paese e nel mondo , non siano cosi' gravi, ma spero lo stesso che Lei possa leggere questa mia lettera e se trovasse qualche minuto del suo preziosissimo tempo , mi farebbe piacere conoscere il  suo autorevolissimo parere. 

Cordiali e rispettosi saluti    Giuseppe Prinzi

Giuseppe Prinzi

 

Giuseppe Prinzi nel suo studio con alcune sue sculture nel 2026

               Giuseppe Prinzi tra e sue sculture                                   Anno  2026